Mi rintrona
quell’urlo nel tempo
la tragedia ormai rivelata
mi riecheggia
quel pianto ribelle
la coscienza del precipizio
del dramma
non capiva
la mia mente bambina
la misura del travaglio di allora
guardavo
stupefatto la culla
a scorgere un segno inespresso
tentavo
di rivedere un sorriso
sugli affranti volti vostri
e pregavo
il mio dio traditore
di cancellare un destino segnato
ascoltavo
la sentenza fatale
per quel bimbo parte di me

percepivo
una forza nascente
ribelle al mondo dell’uomo
e leggevo
nel vostro pensiero
il rifiuto della sorte prescritta
e vi vedo
te madre
te padre
e vi vedo
miei più di allora
ora vecchi
ma ancora ribelli
a lottare
per quel bimbo
oggi uomo
figlio vostro
fratello mio
disabile