Siamo fratelli quando abbiamo in comune i genitori, siano questi naturali o acquisiti. Non siamo quindi noi a decidere ma sono altri che stabiliscono se e con chi divideremo la camera e su tante altre cose che accadranno nella nostra vita a seconda se saremo figli unici o meno.

Il rapporto tra fratelli, tra sorelle e tra fratelli e sorelle non è molto studiato a differenza di quello tra genitori e figli e in generale dell’organizzazione familiare. Basta vedere i risultati sui motori di ricerca del web per capire come il legame fratelli e sorelle sia
scevro di notorietà.

“Fratelli“ e “sorelle” hanno assunto nel corso della storia dell’uomo vari significati oltre a quello familiare. Nelle organizzazioni religiose cristiane si parla di fratelli e sorelle per esempio in seno alle vocazioni, in quella islamica è molto conosciuto e attuale il concetto di fratello Musulmano; fratello è anche il termine usato nelle organizzazioni massoniche ed in altre “tribù” ad indicare l’avvenuta iniziazione.

Sul piano culturale e sociale il termine sorella appare spesso sottoforma di “parente povero” del più rinomato fratello. Non a caso quando si parla di fratelli si associano anche le sorelle mentre se parliamo di sorelle non ci viene in mente di associare e comprendere anche la categoria fratelli. In sostanza dire … siamo fratelli, è molto diverso che dire … siamo sorelle.

Questa premessa per dimostrare come già nella terminologia e nella comunicazione si respiri qualcosa che ha che fare con le culture delle diversità, e da qui alla discriminazioneil passo è corto.

Nel fratello c’è anche la sorella così come nel concetto di uomo si trova anche quellodi donna.

Insomma l’uomo, nel senso del maschio, dalle sue origini si è dato da fare per creare differenze tra se e gli altri e il comportamento sociale a cui ha fatto ricorso è la distanza e la costruzione categorie che “chiudono dentro o lasciano fuori”.

Se il rapporto che lega i fratelli è sul piano culturale e socialecosì segnato è facile immaginare che qualche problema possa esistere sul versante esistenziale. Qui interagisce la dimension biologica dominante (il DNA) con quella delicata e fatta anche di sfumature di natura psicologica ed affettiva.

Riprendo a questo punto il concetto di partenza. “Non siamo noi a decidere se saremo fratelli”.
Se è vero che da piccoli desideriamo (forse) avere un fratellino o una sorellina, è anche vero che questo interesse è prevalentemente riferito alla dimensione egocentrica infantile; in pratica cercare qualcuno per giocare con l’obiettivo di superare la noia e la solitudine e differenziare l’esperienza dai legami di origine.

Un fratello o una sorella possono arrivare prima, dopo o con me nel caso di gemello, possono essere uno o più di uno, possono essere del mio stesso genere o contrario, possono essere come te li aspetti o completamente diversi. Come nei genitori anche nei fratelli esiste probabilmente una rappresentazione “ideale” e una “reale” … di chi ti tocca!

Talvolta questa distanza è abissale e, come nel caso dei genitori, ci vuole tempo per “fare pace “.
L’agenda Anffas 2013 parla di fratelli e sorelle, li rende protagonisti all’interno di una ndimensione che rispecchia molto quel “secondo piano” che ho cercato di rappresentare in questo contributo.
Protagonisti “non per caso” . Le loro storie e testimonianze lo dimostrano.

di Michele Imperiali

Direttore Generale Fondazione R. Piatti a marchio Anffas di Varese - Coordinatore nazionale
della formazione Anffas Onlus