Di corsa al Minikima

Dopo averne tanto sentito parlare dai miei amici, oggi sono qui e finalmente anch’io potrò dire di aver partecipato al...MiniKima.
E’ la prima volta e sono un po’ agitata. Ho faticato ad addormentarmi e stamattina non vedevo l’ora che passassero a prendermi per portarmi in questo luogo: Filorera- Val Masino.
L’aria è a dir poco fresca e non vedo l’ora che il sole riesca a fare capolino dietro queste grandi rocce, così da poterci tutti riscaldare un po’.
Il cielo è azzurro e limpido e la giornata si preannuncia davvero memorabile, soprattutto perché ci sono io!
Sono un po’ frastornata...c’è una grande confusione intorno a me...tutti fremono per i preparativi. Per riscaldarci un po’ ci siamo “ammassati”nell’edificio dove c’è la palestra: c’è tanto rumore, gente che corre, gente che si saluta, gente che fa colazione, gente che si infila la maglietta per partecipare alla gara...


Anch’io l’ho fatto: mi va un po’ grande, io sono piccolina piccolina, mi hanno dato la taglia sbagliata, ma mi piace ugualmente...c’è la scritta Kima ed io sono orgogliosa di poterla finalmente indossare.
Tutti parlano, ridono, scherzano...io resto più silenziosa: devo capire bene cosa devo fare e poi non conosco ancora le volontarie che mi accompagneranno lungo il percorso.
Comunque il tempo sembra volare ed ora siamo tutti pronti per la partenza della gara.


Sì, lo so, mi hanno detto che non è una vera e propria gara, che non è necessario io faccia troppa fatica, perché l’importante è partecipare, ma guardo i miei compagni ed amici e nei loro occhi leggo la mia stessa voglia: la voglia di farcela, di migliorare il proprio tempo (per chi ha già partecipato nelle edizioni passate), di superare il proprio amico...perchè siamo tutti amici, ma... la gara è la gara!
Ed ecco che viene dato il segnale di partenza. Tutti che corrono! Mamma mia, che confusione! Io ne me sto di lato...non vorrei mi investissero...lo so che stanno tutti molto attenti, ma sono un po’ fifona.
Le persone cominciano a superarmi, perché io non corro, ma non mi interessa: io punto a raggiungere l’arrivo!


Intorno a me, le mie amiche, parlano e scherzano, io cammino con passo sostenuto, ma chiacchiero poco: devo risparmiare il fiato, centellinare le mie energie.
Il percorso è molto bello: la stradina che percorriamo si snoda al centro della valle e costeggia il torrente, è asfaltata e con brevi tratti leggermente in salita (ma al ritorno diventeranno in discesa!) ed ora che il sole è alto nel cielo, è piacevole camminare lungo tratti anche parzialmente ombreggiati.
Ci sono persone di ogni età: persino un papà che corre spingendo il passeggino con il suo bambino! Ed un altro che ha tutti i figli che lo incoraggiano a non mollare. Persino un bambino piccolissimo ma veloce come un fulmine.......


Io continuo nel mio cammino. Al punto di ristoro ho preso la bottiglietta dell’acqua, ma non mi sono fermata per bere...non voglio perdere tempo.
Sono 6 Km, 3 all’andata e 3 al ritorno...devo cercare di farcela, ma all’improvviso qualcosa comincia a non andare. La mia accompagnatrice mi ha già fatto fermare una volta ad una panchina, per riposarmi e bere un po’, ma non è bastato. Comincio ad accusare la fatica, non sono allenata (a casa cammino poco). Mi gira la testa, le gambe mi cedono...ho bisogno di sedermi.
Ai margini della strada mi riposo seduta su un sasso. Lo so che a volte mi capitano questi capogiri, devo solo restare calma e portare un po’ di pazienza e tutto passerà.
La mia accompagnatrice mi chiede come va, se me la sento di continuare, mi dice che ormai manca poco, ma io non le rispondo...devo risparmiare le energie, perché ce la debbo fare...so che ce la posso fare!
Poi, a poco a poco, con lei ricomincio a camminare: prima sotto braccio, poi mano nella mano ed infine...via! libera! Nuovamente da sola!
Ci ha raggiunto un’altra volontaria. Anche lei mi ha incoraggiata, mi ha detto che ormai manca poco ed io non ho potuto trattenere un sorriso.
Ora sento nuovamente il chiasso della gente all’arrivo, vedo in lontananza la copertura dove pranzeremo (comincio ad aver fame), ma soprattutto ora...vedo l’arrivo!
Il mio sorriso si allarga sempre più, sono felice, sono emozionata e gli ultimi metri che mi separano dall’arrivo li faccio pure di corsa.


Sì, ho voglia di correre! Di correre incontro a quella linea. Ho voglia di oltrepassarla, perché per me quell’arrivo non è solo un traguardo, è la mia piccola grande vittoria. E la medaglia che mi hanno subito messo al collo, lo testimonia.

Val Masino, 28 agosto 2010